Comunicazioni del Presidente

10 Maggio 2020

Il Covid-19 e il conseguente lockdown stanno continuando a mettere in crisi il mondo dello Sport, piombato in una situazione tragica fatta di mancati incassi, di incertezze e di aiuti economici per ora solo dichiarati. Il rischio che molte strutture chiudano per sempre c'è ed è concreto - afferma il Presidente PASBeM , Dott. Marco Visconti. Il mondo dello Sport è caratterizzato da realtà molto diverse tra loro, ognuna delle quali con esigenze specifiche. I centri fitness ne sono un ottimo esempio, sotto la stessa nomenclatura troviamo fitness boutiques, palestre low cost e grandi catene e, a oggi, ognuna di queste realtà si trova a vivere una crisi senza precedenti. Di certo sappiamo che le persone scelgono di frequentare i centri perchè ricercano benessere, ma considerare solo l'aspetto meccanico del processo sarebbe un errore, 

infatti la componente emotiva della pratica sportiva è fondamentale se davvero si ricerca lo "star bene". Aumento delle distanze, organizzazione di corsi collettivi e procedure di contrasto mettono a rischio la possibilità di frequentare serenamente i corsi di fitness o le palestre e questo non aiuta né gli utenti né gli erogatori. Non è solo una questione di rapporto tra spazio e partecipanti o tra trainer e tesserati, con barriere di plexiglass, guanti, mascherine, termoscanner, altri dispositivi e turnazioni per la sanificazione,  ci chiediamo: chi avrà davvero voglia di allenarsi ancora in palestra? Gli ingressi scaglionati, anche solo per cambiarsi o fare la doccia, stravolgeranno abitudini consolidate e ritualizzate, ancor di più nei mesi caldi dell'anno. Molti centri prenderanno in considerazione di ripartire lavorando su small-group ma di certo le persone non rinunceranno alla presenza in sala del trainer, affinchè possa contiunare a motivarli e intervenire in caso di esecuzioni errate. I guanti e le mascherine ad oggi sono l'unico mezzo per contrastare il contagio ma entrambe rischiano di inficiare negativamente caratteristiche intrinseche e imprescindibili dell'allenamento stesso: endurance, forza e ventilazione. La situazione appare diversa per tutti gli studi di personal training ossia quelle piccole strutture dove il rapporto tra operatore e utente è di 1 a 1 e che meglio si prestano ad azioni di contrasto e di sanificazione. Seppur molto costosi gli iter di sanificazione dovranno per forza di cose essere considerati come la normalità ma ad oggi siamo ancora in attesa di indicazioni precise sui modi e sui tempi in cui essi dovranno essere eseguiti. Come è stato fino a oggi, noi di PASBeM ci schieriamo dalla parte di tutti gli operatori dello Sport, uniti faremo sentire la nostra voce, il grido appassionato di un popolo di sportivi che aspetta di ripartire più forte di prima.

24 Aprile 2020

LO SPORT PUO’ E DEVE RIPARTIRE

 

Lo sport può e deve ripartire e lo deve fare con lo slancio e la passione che ognuno di noi ha nel cuore e con l’assoluta certezza unanime che senza lo sport è impossibile vivere.

Ci sono mille aspetti importanti della nostra vita e fra questi ci sono le emozioni, le soddisfazioni, l’adrenalina che dà lo sport. Infilarsi un paio di scarpe da ginnastica, mettesi una tuta e andare a correre è qualcosa che rasserena l’anima e la rende più limpida dopo una lunga giornata faticosa di lavoro.

Andare in palestra, seguire i corsi con i nostri istruttori, correre e impegnarsi nel

tentativo di stare in forma con sé stessi, rende la vita migliore e degna di essere vissuta.

Lo sport manca a tutti, manca ai nostri ragazzi che non sono sui campi di gioco e manca a noi tecnici, istruttori, allenatori, insegnanti: torneremo presto ci auguriamo tutti a lavorare nel settore che abbiamo scelto ma facciamolo finalmente alzando la testa e urlando al mondo intero “ci siamo anche noi “.

Ad oggi siamo stati privi di importanti supporti professionali e di rispetto nei nostri confronti, divisi al nostro interno e frammentati in mille piccole realtà che alla prova dei fatti di una crisi come quella che stiamo vivendo non ha avuto l’ascolto di nessuno.

Chi ci tutela? Chi fa ascoltare a chi è al governo le istanze di un popolo di sportivi in ginocchio? Chi si batte per tutelare gli interessi dei professionisti dello sport che ogni giorno lavorano in palestre e in centri sportivi e ogni giorno grazie al loro lavoro e al loro impegno portano a casa il pane per i propri figli?

Nessuno, se non rare voci come chimere nel vento che non sono state ascoltate se non marginalmente.  Nessuno ha elevato un urlo al nostro mondo ma tutti hanno parlato di “tutela dello sport “ma nessuno di “tutela dei professionisti dello sport “

Non ci sono solo i comparti dei settori primario e secondario: esistiamo anche noi.

E grazie al lavoro costante e quotidiano della nostra direzione stiamo procedendo in un cammino di sempre maggiore spazio all’interno del panorama professionale sportivo italiano. Lo facciamo grazie al supporto costante di Nuove Professioni e grazie al supporto costante di Confcommercio, grazie all’ausilio di un ente di promozione sportiva che ci supporta nel capillare lavoro di ogni giorno a tutela dei professionisti sportivi.

Lo sport non si era mai fermato in passato se non nei periodi di guerra.

Si è fermato ora, non per una guerra ma per una pandemia, e un giorno ritornerà e ricomincerà a riempire la nostra vita con la medesima passione e la medesima voglia.

Noi di Pasbem siamo sempre stati e saremo sempre al fianco dei professionisti dello sport con le azioni mirate a tutelare gli interessi dei professionisti e faremo ascoltare ciò che abbiamo da dire nelle sedi istituzionali. Perché è solo con il dialogo e con il confronto che potremo crescere assieme.

L’attività sportiva riprenderà ma purtroppo non sappiamo ancora quando con esattezza.

Un contributo essenziale è stato reso dalla Federazione Medici Sportivi Italiani che in un documento di ieri 16 aprile 2020 ha indicato una attenzione profonda relativamente al “come”.

La Federazione indica che per gli sport professionistici, cosi come da Legge 23 marzo 2020 n. 91, si richiama alle linee guida emanate in data 4 aprile 2020 mentre per gli sport non professionistici verranno assunte dalle preposte autorità competenti per la ripresa le specifiche indicazioni.

Per quanto riguarda le misure di sicurezza degli ambienti sportivi e le misure di protezione da osservarsi sia negli impianti sportivi sia negli spogliatoi, sia nei locali comuni e nei servizi igienici, sia nella gestione delle relazioni all’interno della squadra e con lo staff, si farà riferimento ad oggi al documento definito di concerto con Medici Federali nel corso della riunione dello scorso 25 febbraio e pubblicato sul sito web FMSI.

Parimenti la ripresa dell’attività sportiva degli atleti paraolimpici sarà definita di concerto con il Settore Medico del CIP, previa condivisione di percorsi, protocolli e procedure.

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