Le vostre lettere

Cari tutti,
vi scrivo mentre sto in una lunga savanti al supermercato,  e le notizie continuani a rimbalzare tra giornali e chat sulle diverse applicazioni 
Ho appena letto un articolo sulle possibili misure a sostegno dei lavoratori autonomi a partita iva e gli stagionali e a tempo determinato, di noi, popolo delle palestre, esercito invisibile, nessuno parla.
Ci pensavo giusto qualche minuto fa, l'emergenza economica e sociale è per tutti, è di tutti, investe drammaticamente tutti.
Ma ho l'impressione che, questa come altre volte, ci si dimentichi con troppa facilità dei tecnici e dei professionisti che quotidianamente lavorano per far stare meglio le persone, fisicamente esteticamente ed anche psicologicamente.
Siamo quelli che percepiscono un compenso solo se lavoriamo, che non abbiamo diritto a ferie nè a permessi, a malattia o a contributi, quelli che perennemente precari, lottiamo stagione dopo stagione per non vedere ridotto il nostro monte ore,  che ci aggiorniamo nei weekend mettendo da parte stanchezza famiglia e vita sociale, quelli che pazientemente aspettiamo che ai titolari dei centri venga comodo concederci il pagamento per il lavoro svolto il mese (o i mesi, sigh!) precedente.
Siamo l'ultima ruota del carro, nel 2020, nell'era della tecnologia 3.0, talmente evoluta e proiettata in avanti da averci fatto perdere di vista la caducità e la fragilità che condividiamo con le altre specie su questo pianeta.
Ma anche noi abbiamo diritti da rivendicare, ora più  che mai, che le le ore diventano sempre più buie, ora piu che mai che si impone una rilfessione e un'azione (anche) sulla nostra situazione.

E allora credo sia il momento di fare sentire la nostra voce, con ogni mezzo (girava, fino a qualche giorno una petizione su change.org che seppure non totalmente condivisibile o ben strutturata aveva il metito di aprire la strada ad una sensibilizzazione dei governanti alla nostra realtà).

Credo sia il caso di rivendicare un sostegno economico, un supporto, una considerazione anche nei nostri confronti, che in questo paese ci viviami, ci lavoriamo, che questo paese cerchiamo e contribuiamo a tenerlo in salute e bello.

Credo sia il caso che questo Ente, assieme agli altri, assieme alle federazioni, assieme al coni, si facciano una volta per tutte, e in maniera chiara o inequivocabile e decisa, poratatori delle istanze e delle necessità di quel popolo di invisibili, di quell'esercito da palestra, di quell'ultima ma essenziale ruota del carro. 

E non solo e non tanto per aiutarci a superare questo difficile momento, ciascuno di noi riuscirà a cavarsela anche per il rotto della cuffia, ma perché è il momento di rivendicare la nostra presenza, la nostra professionalità, i nostri diritti, onde stimolare una riflessione profonda sulla nostra precaria realtà e dei cambiamenti anche e soprattutto per il futuro.

Facciamoci sentire, presto! subito!

Perdonate la confusione e la eventuale mancanza di nessi logici, i refusi e la troppa verve stile pamphlet dovuta alla situazione ed alla lenta fila per l'approvvigionamento.

Un abbraccio virtuale, in questo momento di divieti, posso ancora mandarvelo.